Dopo un 2013 in sofferenza, nel prossimo anno il settore del LegnoArredo punta a ridurre le perdite grazie al Bonus Mobili

12 dicembre 2013

Nel 2013 il settore continua a subire le conseguenze della grave crisi economica e delle incertezze derivanti dai problemi dell’Eurozona che hanno messo in ginocchio i consumi europei. L’anno si chiuderà ancora con un calo del fatturato per il macrosistema LegnoArredo (-3,2%), ancora numerose chiusure di aziende (-2.400) e perdita di occupati (-6.800). Se le esportazioni proseguono il trend positivo degli ultimi tre anni (+2,4%), (seppur in misura più contenuta rispetto alle previsioni di inizio anno) è il mercato nazionale ad attraversare le maggiori difficoltà: il consumo interno apparente registra ancora un -7,1% rispetto al 2012. La situazione sarebbe stata molto peggiore se il Governo a giugno non fosse intervenuto con gli incentivi fiscali per la casa e per l’arredamento: detrazioni del 50% (Bonus Mobili), detrazioni del 65% per il risparmio energetico (Ecobonus).
Una rilevazione del Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo evidenzia un recupero delle vendite nazionali del 4-5%. Da una prima indagine effettuata dal Centro Studi Cosmit/ FederlegnoArredo su un panel di imprese associate per verificare la percezione degli effetti del Bonus, emerge una percezione complessivamente positiva degli effetti degli incentivi sugli acquisti, anche se vari ostacoli, inerenti soprattutto alla subordinazione dell’incentivo alla ristrutturazione edilizia, ne limitano ancora l’efficacia e la portata. Il 60% dei rispondenti si è detto in grado di esprimere un giudizio sugli effetti del Bonus Mobili. Il restante 40% non ha ancora avuto la possibilità di formarsi un’opinione. Mediamente, nell’ultimo trimestre 2013 le imprese intervistate hanno dichiarato di attendersi un aumento del 4% delle vendite Italia come conseguenza diretta dell’introduzione del Bonus Mobili.
In Italia, la macro filiera del legnoArredo occupa 370.000 addetti, 70.000 imprese, con valori di produzione di oltre 27 miliardi di euro. Un pilastro dell’industria italiana. Si auspica un intervento in seno all’attuazione della delega di riordino del sistema fiscale nella quale sarà prevista la rimodulazione delle aliquote IVA e delle relative agevolazioni. In Spagna, Francia e Belgio l’aliquota IVA sugli arredi è compresa tra il 6 e il 10% mentre è in Italia è al 22% per la maggioranza degli arredi. FederlegnoArredo e le sigle sindacali di categoria (FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL) propongono di diminuire l’aliquota IVA per l’acquisto di arredi per le giovani coppie e i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori come individuate dal D.M. 103/2013. «La partnership con i sindacati conferma il grande valore sociale dell’iniziativa», sottolinea Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo. In Italia le giovani coppie rappresentano circa il 10% delle famiglie italiane e assorbono oltre il 15% dei consumi d’arredamento. Il sostegno a questa fascia debole della popolazione comporterebbe un vantaggio anche per le PMI dell’industria italiana dell’arredamento.

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