EDILEGNOARREDO
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    Detrazioni fiscali del 65%: risultati ottenuti e prospettive future

    22 settembre 2017

    Enea ha recentemente pubblicato il rapporto 2017 sulle detrazioni fiscali del 65% in cui si analizza l’attività sviluppata nel 2016 ai fini della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Lo studio evidenzia l’effetto virtuoso creato da questo strumento capace di generare risparmi energetici reali, diminuire le emissioni di CO2, aumentare gli introiti economici per lo Stato, nonché di contenere gli effetti negativi della crisi economica sul settore delle costruzioni sostenendo gli interventi di riqualificazione edilizia.

    Di particolare rilievo il dato relativo alla quota principale degli investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici: nel periodo 2014-2016, infatti, le risorse stanziate per la sostituzione dei serramenti ammontano a 4.360 milioni di euro, che corrispondono al 46% dell’investimento totale. Anche in termini energetici la sostituzione dei serramenti ha contribuito al risparmio del 46,6% del risparmio energetico totale. Per quanto riguarda il valore di mercato dei serramenti, nel rapporto ENEA si evidenzia che nel 2016 i serramenti di legno restano sul gradino più alto con un valore di 1.420 milioni di euro, seguiti dai serramenti di alluminio con 1.400 milioni di euro e da quelli in PVC con 990 milioni di euro, per un totale di 3.810 milioni di euro. Dall’analisi dei dati ENEA, che riportano nello specifico per il 2016 un investimento sui serramenti pari a 1.447,9 milioni di euro, emerge che nell’anno in esame circa il 40% del valore complessivo del mercato dei serramenti è stato destinato alla sostituzione dei serramenti attraverso lo strumento delle detrazioni fiscali del 65%.

    A fronte dei dati pubblicati da ENEA e in previsione della prossima legge di stabilità” commenta Roberto Galli, Consigliere Incaricato del Gruppo Finestre di EdilegnoArredo, “appare evidente l’importanza delle detrazioni fiscali del 65% per il settore dei serramenti che negli ultimi anni ha subito pesantemente la crisi del mondo delle costruzioni. Sarebbe un grave errore da parte del Governo non prorogarle con la nuova legge di bilancio, mantenendole efficaci anche per i piccoli interventi di sostituzione per agevolare non soltanto chi ha la disponibilità finanziaria tale da affrontare ristrutturazioni più consistenti del proprio immobile”.
    Ben venga la proposta sulla cessione del credito relativo all’ecobonus a fornitori, imprese edili, intermediari finanziari e banche, per tutti i contribuenti e per tutti i lavori edili, non limitandola solo ai contribuenti che rientrano nella ‘no-tax area’ e ai soli lavori condominiali”, prosegue Emanuela Tesio, consigliere incaricato del Gruppo Porte d’Ingresso, “ma è prioritario non ridimensionare le agevolazioni fiscali, seppur di piccola entità, anche per non rischiare di assistere al riemergere del lavoro sommerso che tale strumento ha dimostrato negli anni di saper efficacemente contrastare”.

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